Cosa cavolo significava il suono del modem 56K

in Random Writings

Cosa cavolo significava il suono del modem 56K

Nonostante i ricordi inizino a diventare confusi e contraddittori, ho ancora qualche vaga reminescenza della prima volta su Internet: si trattava sicuramente di qualche spoiler di Dragon Ball (GOKU SSJ3!!1!1), trovato digitando a caso su uno dei tanti motori di ricerca dell’epoca pre-Google tipo AriannaAltavista o Jumpy (la lista è molto lunga).

Sembra un’epoca fa, eppure non è passato poi così tanto tempo. Da allora il balzo tecnologico è stato incredibile ed esponenziale, basti pensare alle capacità di archiviazione odierna, alla velocità dei processori e alla disponibilità delle informazioni.

Nessuno rimpiange i tempi andati (sicuramente non io), se non durante qualche attacco di nostalgia. Vi ricordate che palle caricare i siti con il modem 56k, non potendo utilizzare il telefono nel mentre? E poi quel suono di connessione?

As for technology, we’ve made a lot of strides since 1999. For examples, the internet no longer screams in agony as you dial into it through your phone line – John Oliver

 

Cosa cavolo significava il suono del modem 56k?

Già, non mi ero minimamente posto il problema. L’unica cosa che sapevo era che il modem, per interfacciarsi con il provider della connessione, doveva comporre un numero e identificare le credenziali dell’utente. Se dopo la composizione non sentivi nulla erano problemi.

Ma cosa significano quei suoni nello specifico? Oona Räisänen lo spiega molto bene nel suo blog e in un’analisi dello spettro sonoro della connessione che provo qui a tradurre con il mio scarso inglese e ancor più scarse competenze tecniche:

Come molti di voi sapranno, quella che sentite è spesso chiamata “stretta di mano” (handshake), l’inizio della conversazione telefonica tra due modem. I modem stanno cercando un canale comune e determinando le debolezze della linea telefonica, originariamente pensata per il parlato umano.

Ciao, sei un modem?

La prima cosa che sentiamo in questo esempio è un tono di chiamata, lo stesso che sentiamo quando alziamo la cornetta del nostro telefono fisso. Il modem adesso sa che siamo connessi a una linea fissa e può digitare un numero. Il numero è segnalato alla rete utilizzando un sistema multifrequenza (DMTF), gli stessi suoni che fa un telefono quando compone un numero.

Il modem remoto risponde con un tono preciso che il nostro modem chiamante può riconoscere. Procedono poi a scambiarsi piccoli stralci di codice binario per valutare il tipo di protocollo appropriato. Questo passaggio è noto come transazione V.8 bis.

Attenuazione degli echi

Adesso i modem devono dedicarsi al problema dell’attenuazione dell’eco. Quando due interlocutori sono al telefono di solito uno parla e l’altro ascolta. La rete telefonica sfrutta questo fatto mettendo a tacere il canale di ritorno, cercando di eliminare ogni confuso eco della voce del parlante.

Ai modem questo fatto non piace per nulla, dato che possono benissimo “parlare” allo stesso momento (si chiama trasmissione bidirezionale simultanea [full-duplex])). Il modem ricevente stabilisce un tono speciale di risposta che disabiliterà qualsiasi circuito di attenuazione degli echi su questa linea. Il tono ha anche degli “snap” periodici (transizioni di fase di 180°) il cui obiettivo è disabilitare un altro tipo di circuito chiamato annullamento dell’eco.

View post on imgur.com

Alla ricerca di una modulazione adatta

Ora i modem indicheranno le loro modalità di modulazione e ne cercheranno una che conoscono entrambi. Sonderanno anche la linea con toni di prova al fine di verificare come risponde a toni di frequenze differenti, e quanto può attenuare il segnale. Scambiano i risultati delle loro prove e decidono quale velocità è adatta alla linea.

Basta chiacchiere!

Successivamente, i modem iniziano a mescolare i dati? [the modems will go to scrambled data]. Li sottopongono a uno speciale processo di mescolamento prima della trasmissione per rendere la propria distribuzione di corrente più uniforme, per assicurarsi che vi siano percorsi ottimali al trasferimento. I modem si ascoltano a vicenda mentre mandano una serie di 1 in codice binario e regolano i propri equalizzatori per configurare correttamente il segnale in entrata.

Il modem sarà poi silenzioso e i dati potranno iniziare a viaggiare nella connessione.

È sempre affascinante scoprire questi meccanismi, e vedere come una tecnologia (analogica) sviluppata principalmente per trasmettere la voce umana sia stata utilizzata per trasmettere segnali digitali. Il significato di modem è proprio questo, MOdulatore-DEModulatore, un trasformatore di segnali digitali in analogici lungo la linea telefonica e viceversa.

Per altre osservazioni tecniche e curiose, consiglio questo thread su Reddit:

What exactly is the sound a 56k modem makes? from askscience

Resto sempre in attesa dell’invenzione di Artie Ziff per trasformare il suono del modem in musica:

Ecco lo spazio nostalgia finale!

Why can’t I hold all these feels? Appunti inutili

All’epoca i miei genitori avevano acquistato un portatile usato dotato di trackpoint, 775MB di hard disk e un fantastico modem 56k incorporato. Con l’abbonamento Inwind a consumo il traffico era rigorosamente limitato alla sera (costava di meno!) e per brevi periodi, perchè c’era scuola il giorno dopo.

Altri ricordi sparsi senza un preciso ordine cronologico: il Tabboz Simulator, i primi mp3 scaricati con WinMX e Direct Connect, mIRC e Azzurra, Rosiko di Luca Bernardini, tuttogratis.it e la sua connessione, siti su siti hostati da Geocities, Tripod e Lycos, il Regno delle Anime, l’Encirobot, i floppy disk pieni dopo due cazzate, i giochini tipo Caesar 2 o Commandos che giravano sul portatile, le ricerche su Encarta, i giochini free come Blip & Blop, le prime versioni del MAME, i messaggi su ICQ e AOL, Winamp e le skin oscene, l’ e-mail che avvisava dell’incendio ai server di Xoom.

Leave a comment

Commento