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Deep Web e Tor, essere anonimi sul web

Cos’è il Deep Web? In rete possiamo trovare diversi articoli dedicati all’argomento, partendo dall’ onnipresente Salvatore Aranzulla, passando per testate come Wired, Linkiesta e VICE.

Banalmente, possiamo classificare il Deep Web (chiamato anche Dark Web, Invisible Web, Hidden Web) come quella parte di Internet non indicizzata (quindi invisibile) ai motori di ricerca.

Ad esempio, quando facciamo una ricerca sul sito della compagnia aerea Ryanair, interroghiamo un motore di ricerca collegato a un database con tutte le informazioni sui voli. Queste informazioni non sono accessibili tramite una normale ricerca di Google, rappresentano quindi una parte del Deep Web, insieme a molti altri database come JSTOR o l’ufficio brevetti statunitense.

Negli articoli sopra elencati permane però una facile retorica, relativa alla natura più oscura e nascosta dello stesso Deep Web. Piace porre l’accento sul commercio di droga (con il caso Silk Road in pompa magna), sullo scambio di materiale pedopornografico e sulle più variegate vendite illegali, menzionando solo parzialmente le caratteristiche “normali” e le altre attività potenzialmente interessanti disponibili su questa piattaforma.

Non solo: molto spesso c’è una grande confusione sul Deep Web stesso. L’abbiamo già definito come quella parte dell’Internet non indicizzato dai motori di ricerca. Il concetto è però molto ampio, e comprende ad esempio i contenuti dinamici (il caso del database Ryanair), le pagine ad accesso ristretto (protette da un login), il contenuto richiamato da script come Flash o Javascript oppure accessibile unicamente attraverso determinati software.

Tutti gli articoli precedenti fanno riferimento proprio a uno di questi software: Tor, uno degli strumenti principali di accesso verso una delle parti più interessanti del Deep Web.

Tor Logo

Cos’è e come funziona TOR

Tor (acronimo di The Onion Routing) è un software gratuito creato allo scopo di garantire il totale anonimato dell’utente in Internet.

Tor nasce come un progetto del Dipartimento della Difesa statunitense, per proteggere le attività in rete della propria intelligence. Il codice sorgente è stato poi rilasciato gratuitamente ed alcuni dei fondatori iniziali (finanziati da soggetti come Human Rights Watch, Google e l’Università di Cambridge) hanno deciso di continuarne lo sviluppo.

Tor utilizza un particolare meccanismo di mascheramento dei dati, i quali passano attraverso diversi strati di criptazione (da qui l’analogia con la cipolla, onion in inglese) garantita dai vari nodi (chiamati relays) della rete di Tor operati da volontari, in maniera del tutto casuale. In questo modo è possibile mascherare sia l’indirizzo IP dell’utente sia i server e le banche dati che contengono i diversi siti (o “hidden services”) identificati dal dominio .onion.

Deep Web

Bisogna tenere bene a mente che Tor non è l’unico sistema utilizzato nel mondo per garantire l’anonimato dell’utente e aggirare le censure via via più pressanti di alcuni regimi. Sempre più servizi vengono sviluppati allo scopo di liberare la rete da qualsiasi forma di controllo.

Alcuni dati sulla rete Tor

Prendendo in considerazione la rete Tor, è pur vero che i racconti su mercati della droga e siti pieni di hackers si fondano su dati concreti. L’Infosec Istitute (nelle figure di Pierluigi Paganini e Richard Amores) ha condotto un lungo studio denominato Project Artemis allo scopo di analizzare meglio le caratteristiche della rete Tor e la sua struttura generale.

Dei 25000 URLs analizzati dagli strumenti del Project Artemis in un periodo di tre mesi, più del 50% rientra nelle attività di Hacking e Cybercrimini (furti di informazioni, truffe online, vendita di codice maligno). Un’altra fetta consistente (17%) è dedicata alla propaganda politica o terroristica, mentre solo una fetta minore (4%) è dedicata ad attività di natura pornografica o pedopornografica.

Le parole chiave più utilizzate confermano questo quadro (la fonte è sempre il Progetto Artemis). Troviamo keywords come hacking, sexpedo, gun, drugs. Da segnalare la grande incidenza della parola bitcoin, la moneta virtuale più famosa al momento, utilizzata come merce di scambio in moltissimi negozi illegali presenti nel Deep Web (il già citato Silk Road ne è l’esempio migliore).

Però come abbiamo già accennato, nella rete Tor entrano in gioco molte altre funzioni, come i cosidetti Hidden Services, rendendo intracciabili non solo gli utenti che si muovono nel Deep Web ma anche le reti che forniscono e pubblicano informazioni scottanti, come gli attivisti politici che operano in regimi dittatoriali, o i giornalisti che hanno a che fare dati privati e sensibili.

La censura e l’anonimato oggi

Tor è usato globalmente da un numero molto elevato di utenti, ma il suo utilizzo varia decisamente da paese a paese. Prendiamo ad esempio gli utenti connessi in una giornata univoca: 10 Dicembre 2014. La fonte dei dati è il blog ufficiale Tor Metrics (arrotondati per eccesso).

Guardando questa mappa possiamo vedere come l’utilizzo di Tor non sia circoscritto ai soli paesi sotto regime di censura, bensì anche a democrazie occidentali come Stati Uniti e Germania. La cosa non dovrebbe sorprendere: molti dei paesi occidentali applicano diverse forme di censura online, spesso con il supporto dell’opinione pubblica (Francia e Germania bloccano diversi contenuti legati al Nazismo o al negazionismo dell’Olocausto). Gli scandali della NSA e i pericoli della sorveglianza di massa hanno aumentato ulteriormente la richiesta d’anonimato di molti normali cittadini, che ora appare trasversale e non più relegata ai regimi dittatoriali, che purtroppo continuano a detenere il primato nelle azione punitive nei confronti degli internauti.

Reporter Sans Frontier definisce Enemies of the Internet quei paesi che non solo censurano notizie, ma attuano una repressione nei confronti degli utenti di Internet e adottano forme di sorveglianza di massa (nella mappa in chiaro i paesi Sotto Osservazione, che attuano invece forme più lievi).

La situazione si fa più affascinante qualora volessimo analizzare la situazione della rete Tor in paesi con un alto tasso di censura sui contenuti online. Prendiamo ad esempio alcuni dei peggiori sotto questo punto di vista.

Siria

Siria Tor Censure

Grazie al lavoro svolto dal blog TorMetrics possiamo vedere come cambia il numero di utenti della rete Tor nel corso di un anno in un paese come la Siria. Notate i ripidi picchi verticali, segno degli interventi di censura e repressione degli utenti della rete Tor durante la guerra civile che sta insanguinando il paese.

Turchia

Turkey Tor Censorship

 

Nel caso della Turchia abbiamo un paese relativamente moderno ma con un modesto grado di censura dell’attività Internet. Il picco a Marzo 2014 degli utenti Tor è probabilmente relativo al blocco di Youtube e Twitter attivato dal governo turco a seguito della scia delle proteste di Gezi Park.

Cina

China Tor Censorship

 

La situazione relativa alla Repubblica Popolare Cinese è ancora più drammatica. Il governo cinese dispone del più grande ed efficiente apparato di censura e controllo sulla rete Internet attraverso il Golden Shield Project, chiamato anche The Great Firewall of China, in riferimento alla lunga lista di siti e servizi inaccessibili alla popolazione cinese. Alcune stime del 2013 parlano di un totale di oltre 2 milioni di poliziotti del web.

Deep Web e giornalismo: Vocativ, The Newyorker

Abbiamo avuto modo di vedere come il Deep Web possa essere usato per finalità non strettamente illegali, come possono i giornalisti trarre vantaggio da questa piattaforma?

Vocativ

Vocativ è un sito di notizie che fa largo uso di informazioni prese dal Deep Web per generare contenuti alternativi rispetto ai media tradizionali. Nelle intenzioni degli autori il team di Vocativ “examines a world of raw, vital information hidden deep within the digital space, unearthing fresh insights, concealed subcultures and rising trends early in their evolution.

Ma forse non è proprio così..

strongbox

 

Il servizio Strongbox offerto dal sito The New Yorker è un mezzo totalmente anonimo a cui si accede tramite Tor per poter inviare files e informazioni potenzialmente pericolose senza il timore di essere identificati. È collegato alla cultura del whistleblowing, di cui WikiLeaks ne rappresenta l’esempio più famoso.

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Commento

  1. é un buon articolo a carattere generale, se hai più tempo in futuro approfondirei alcune parti, tipo qualche lista di siti di interesse nel Deep Web (oltre a quelli dei mercati neri o argomenti problematici) come Ubuweb