La diplomazia del Ping Pong

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La diplomazia del ping pong

Come il fortuito incontro di due giocatori di tennistavolo iniziò il processo diplomatico tra Cina e Stati Uniti.

Vi ricordate quando Forrest Gump, in convalescenza all’ospedale militare, impara a giocare a ping pong?

Tra i tanti eventi storici toccati nel film da Tom Hawks la sua visita in Cina è forse quello a primo impatto meno importante, eppure rappresenta una tappa significativa nella storia delle due superpotenze, in cui lo sport, in questo caso il ping pong, ha rivestito un ruolo chiave e dimostrato tutto il suo potere diplomatico.

Un po’ di storia

Difficile concepire l’importanza della “diplomazia del ping pong” se prima non vengono prese in considerazione le complesse relazioni storiche tra Cina e Stati Uniti nel mondo del secondo dopoguerra. Dopo la fondazione della Repubblica Popolare Cinese e la conseguente sconfitta del Partito Nazionalista appoggiato dagli USA nella guerra civile cinese (1950), i rapporti diplomatici erano cessati del tutto e le ostilità tra i due paesi erano ormai evidenti. La guerra di Corea (1950-53) contribuì a inasprire ancor di più la situazione: l’assetto mondiale si andava ormai delineando nei due blocchi internazionali: quello occidentale (guidato dagli USA) e quello comunista (con a capo l’Unione Sovietica), protagonisti delle tensioni e degli scontri della Guerra Fredda.

Ben presto però cominciarono a manifestarsi le prime crepe nel blocco comunista. La crisi sino-sovietica, frutto delle divergenze ideologiche tra URSS e Cina, nel corso degli anni Sessanta portò al definitivo allontanamento dei due paesi. Gli Stati Uniti videro nella crisi sino-sovietica un’ottima possibilità per riallacciare i rapporti con la Cina, ormai entrata nelle Nazioni Unite e proiettata come uno dei futuri paesi più influenti del mondo. Il Presidente Richard Nixon e il Segretario di Stato Henry Kissinger iniziarono a predisporre un fertile terreno per iniziare le trattative diplomatiche. Il seme venne però piantato (inaspettatamente) in tutt’altra situazione.

Mondiale di Tennistavolo del 1971, Nagoya, Giappone

Vi sono diverse teorie sul quale sia stato l’evento scatenante la “diplomazia del ping pong”, quello che ebbe il maggior risalto mediatico fu l’incontro tra il diciannovenne americano Glenn Cowan e il pluricampione cinese Zhuang Zedong durante il mondiale del 1971 a Nagoya. Cowan aveva appena finito l’allenamento ed aveva perso l’autobus che l’avrebbe riportato in albergo, venne così invitato sull’autobus della delegazione cinese dove, superato il gelo iniziale e la barriera linguistica, ebbe modo di chiacchierare e ricevere in regalo da Zhuang un fazzoletto di seta in cui erano raffigurati i monti Huangshan.

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Zhuang Zedong e Glenn Cowan

Glenn Cowan, studente del Santa Monica College, era la più grande promessa del tennis tavolo americano, fresco vincitore del titolo nazionale. Capelli lunghi, fascia sui capelli, un figlio dei fiori totalmente calato nella cultura hippie della Los Angeles di fine anni Sessanta. Alla vista del regalo di Zhuang frugò nella borsa ma non trovò altro che un pettine. Il suo regalo finale al cinese sarà una maglietta con scritto “Let It Be” a fianco al simbolo della pace.

Zhuang Zedong era tutt’altro tipo, più assimilabile alla figura di un venerabile maestro di arti marziali. Era considerato uno dei più grandi giocatori viventi, avendo conquistato ben 7 medaglie d’oro nelle precedenti competizioni mondiali. Eppure aveva rischiato grosso, come tutta la squadra di tennis tavolo cinese, durante i primi segnali della Rivoluzione Culturale maoista, in cui si vociferava fosse in prigione o addirittura morto.

Difficile stabilire se l’incontro fu fortuito o preparato minuziosamente dal governo cinese, il quale cercava anch’esso un pretesto per aprire le trattative con gli americani; a tal proposito Nicholas Griffin nel suo libro esplora la figura di Ivor Montagu, barone inglese, regista, produttore di film di Hitchcock, spia sovietica e presidente della Federazione Internazionale di Tennis Tavolo, responsabile tra l’altro della massiccia diffusione del ping pong in Cina e considerato una delle menti dietro all’idea dell’apertura diplomatica della Cina per mezzo del tennis tavolo.

Il potere della diplomazia del ping pong.

Inscenato o meno, alla luce di questo incontro dichiarazioni amorevoli e felici fioccarono da entrambe le parti e culminarono nell’invito ufficiale del Presidente Mao alla delegazione americana di tennis tavolo per una serie di tornei amichevoli in Cina. Era da 22 anni che una delegazione ufficiale americana non metteva piede nella Cina popolare. L’anno dopo una delegazione cinese atterrava a Detroit e ricambiava la visita.

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La delegazione americana in visita alla Grande Muraglia. (Georgetown University)

La portata simbolica e politica di questo avvenimento è importantissima. Fu il primo segnale di un’effettiva distensione tra i due paesi e rappresentò il preludio alla storica visita di Nixon, la prima in assoluto di un presidente americano. Gli USA revocarono l’embargo verso la Cina e l’Unione Sovietica, conscia dell’indebolimento della propria posizione nello scacchiere mondiale, firmò il primo trattato per la limitazione delle armi nucleari. Diversi nodi rimasero comunque irrisolti: gli Stati Uniti non riuscirono a negoziare una soluzione ideale alla fine del conflitto in Vietnam e la Cina non trovò le risposte volute riguardo lo status politico di Taiwan.

I destini dei due giocatori non si incroceranno più: Glenn Cowan, tornato in patria, venne subissato temporaneamente da gloria e onori. L’abuso di droghe accentuò i problemi mentali di cui soffriva da tempo, gli furono diagnosticati tra l’altro schizofrenia e disturbo bipolare. Morirà di attacco cardiaco nel 2004, dimenticato da molti.

Zhuang Zedong divenne una figura di spicco della politica cinese, prima di essere incarcerato e poi esiliato da Pechino per la sua vicinanza a Jiang Qing, moglie di Mao e capo della Banda dei Quattro, “purgata” dal nuovo leader cinese Deng Xiaoping. Verrà riabilitato solo nel 1985, continuando a rimanere la personalità più simbolica della “diplomazia del ping pong”, prima di lasciarci per un cancro al colon nel 2013.

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